Finalmente un bell’incontro
31 10 2007La premessa è la seguente: sto ascoltando Soul Serenade di David Sanborn in un momento della mia vita che in futuro vorrei rubricare come “buio passeggero”.
Ma veniamo alla vicenda. Nel fascino ricco di paure che compone la mia quotidiana e forzata solitudine, mi è accaduto di imbattermi in due ragazzini rom. Sulla metropolitana. Sulle spalle la custodia dei loro violini e, tra collo e mento, lo stridente manufatto. La carrozza colma di pendolari stanchi viaggiava tra il buio del tunnel e la luce volgare del neon. Poi, dopo Udine, tutti sulla carrozza abbiamo finalmente rivisto il grigio della sera e delle nostre esistenze. I due rom, cinque anni al massimo, facevano un baccano fantastico. Sghignazzavano, si urtavano, incrociavano gli archetti dei violini. Poi con la voce più baritonale che le loro esili corde vocali potevano produrre: “Buonasera, siamo due fratelli e stiamo per offrirvi un grande concerto. Live from Milan, grande concerto, unica data”. L’ingenuità delle loro parole, lo spirito vitalistico quasi concreto che sprigionavano mi ha messo di buon umore. Qualcuno nella carrozza ha alzato il volume del proprio I-Pod perdendosi probabilmente uno dei più grandi concerti che Milano abbia ospitato negli ultimi tre mesi. Una recensione pur piccina era il minimo che potessi fare.
D@ve
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