Rassegna stampa dall’estero:

15 04 2008

«Le sue affermazioni in campagna elettorale fanno temere che Berlusconi voglia nuovamente usare il suo potere per combattere la giustizia, rendere sicuro il suo impero mediatico, coltivare il suo ego. In campagna elettorale ha promesso di voler risanare il Paese, ma l´esperienza insegna a non credergli. C´è da temere che l´Italia abbia perso le elezioni».
Sueddeutsche Zeitung - 14 aprile

RACCOLTA DI OPINIONI DELLA STAMPA ESTERA SUL TRIONFO DI SILVIO BERLUSCONI



Il New Yorker sta con Beppe Grillo

30 01 2008

Articolo di Vistidalontano

New YorkerE’ stato sufficiente che arrivasse attraverso Corriere.it la notizia che il settimanale culturale statunitense New Yorker dedicherà un servizio di sette pagine, nel numero in edicola domani, a Beppe Grillo per scatenare la blogosfera.

New Yorker tifa Grillo” scrive Luca Debiase mentre Blogosfere Politica e Società sottolinea uno dei passaggi conosciuti del servizio: “Beppe Grillo come Michael Moore“. “Da morire dal ridere” commenta La Conoscenza Rende Liberi.

Il fatto è che basta un lancio d’agenzia su Beppe Grillo per scatenare reazioni diametralmente opposte: non è possibile per ora leggere integralmente l’articolo del New Yorker dal titolo “L’inferno di Beppe” che non sarà disponibile sul sito della rivista dove si trova solo un abstract.

Dagli stralci ripresi dalle testate italiane si possono trovare alcuni passaggi. “Grillo ha galvanizzato gli italiani parlando della corruzione con irriverenza ed humour e con il fatto stesso di parlarne. La stampa tradizionale italiana è controllata, o posseduta, dai partiti politici e dalle compagnie, le cui malefatte tendono ad essere ignorate o sminuite dalla Tv e dai giornali” scrive Tom Mueller e parla del blog di Grillo come il luogo dove ”non soltanto denuncia le ingiustizie dei politici ma gestisce una specie di governo parallelo completo con un gabinetto di consiglieri volontari, che comprendono l’architetto Renzo Piano e il commediografo Dario Fo“.

Alla santificazione del comico genovese contribuisce, infine, la notizia secondo la quale quando in dicembre il Dalai Lama si è recato in visita in Italia dopo che “il Papa e il premier Prodi avevano rifiutato di incontrarlo, si era invece incontrato con Grillo“.



Ennesima figura barbina dell’Italia di fronte al mondo

2 12 2007

 

Riber Hansson - Svenska Dagbladet, Sweden La vignetta non è nuova, risale infatti a due anni fa ma il tema è tornato prepotentemente sulle prime pagine in questi giorni dopo la pubblicazione da parte di Repubblica delle intercettazioni che evidenziano come vi fosse una rete di relazioni tra Rai e Mediaset volta ad orientare i contenuti dei telegiornali e dei programmi di informazione in favore di Silvio Berlusconi.

Nei giorni scorsi Enzo Mauro concludeva un editoriale su Repubblica ricordando come “la stessa mano che domani proporra’ le larghe intese, e’ quella che ha predisposto il telecomando con un tasto unico. E truccato“. E sul tasto truccato si soffermano le reazioni alla vicenda da parte della stampa estera.

Le Monde titola oggi “Berlusconi al centro di uno scandalo politico mediatico” ed osserva “coloro che hanno inventato il neologismo Raiset per descrivere ciò che accadeva in Italia quando il Cavaliere era anche capo del Governo non avevano torto. Parlando di Raiset si intendeva che la RAI si mostrava particolarmente compiacente nei confronti del Cavaliere che, alla testa del governo italiano, controllava finanziariamente e politicamente le tre reti pubbliche italiane

 

Il quotidiano svizzero Le Temps titola “Berlusconi accusato di avere trasformato la Rai in una succursale delle sue TV“: “la fiction ha definitivamente avuto la meglio sul piccolo schermo italiano. Quella dell’indipendenza della televisione pubblica quando Berlusconi è stato al potere dal 2001 al 2006” mentre il Nouvel Observateur (”Scandalo per l’infiltrazione in RAI di seguaci di Berlusconi“) osserva come “le rivelazioni della stampa italiana chiariscono che l’ex presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi ha manipolato la televisione pubblica quando era al potere“.

Roy Greenslade nel suo blog nella versione online del quotidiano inglese The Guardian titola “Così Berlusconi controllava le trasmissioni televisive” ma ricorda come da sempre “la Rai sia al centro del sistema italiano di lottizzazioni. I vari governi hanno sempre affidato i posti di responsabilità a leali protetti. I membri del Consiglio di Amministazione, nominati dal Parlamento e dal Governo, sono scelti in base alla loro affiliazione politica“.

Tratto da http://vistidalontano.blogosfere.it