grazie F-A-B-E-R

17 01 2008

Il ministro dei temporali
In un tripudio di tromboni
Auspicava democrazia
Con la tovaglia sulle mani e le mani sui coglioni
Voglio vivere in una città
Dove all’ora dell’aperitivo
Non ci siano spargimenti di sangue
O di detersivo

faber
Perchè per essere liberi in questa famosa città civile ci vuole un cannone nel cortile.

Ti devo molto Faber, e mi manchi anche molto!

Dormi sereno sulla collina

D@v



Bomfunk Mc’s - Freestylers

3 01 2008

bomfunk

Quelli che hanno più o meno la mia età si ricorderanno di questa canzoncina con cui MTV entrava nelle case degli allora adolescenti. Non sono un amante del genere. Anzi.

Il video era girato in spazi post moderni…una stazione di metropolitana illuminata artificialmente a neon. Un ragazzino con dei rasta e vestito da omino tecnologico ballava e si dimenava da una scala mobile a un’altra. Ancheggiava e saltava e poi correva e poi ancora su scale mobili e spazi underground.

C’è qualcosa di gangsta-rappa-brotha in questa canzoncina. Qualcosa di inquieto e potente. Arrivo a vederci qualcosa di nichilistico. Quell’ “ospite scomodo” che accompagna gli anni dell’adolescenza e della post-adolescenza. Quell’ospite che mi accompagna ancora.

E si. Perchè sta Freestylez è una canzone che non dice sostanzialmente nulla. Il testo è ripetuto con semplice e convinta ossessività. Non c’è alcun valore, nessuna dottrina per cui combattere (del resto perchè sarebbe andato su MTV, in caso diverso?). Ricordo bene l’inquietudine di quegli anni. Un’inquietudine che suona di beat, che si esprime con voci sintetizzate, che ha forse il suo acme nella strage della “Columbine High School” che il regista Micheal Moore ha meravigliosamente fotografato col suo “Bowling for Columbine”.

columbineUna strage in cui morirono trivellati da proiettili sparati da armi automatiche molti studenti e professori della scuola. A sparare un manipolo di studenti disadattati. Dannatamente medi. Poca voglia di studiare, poco fascino, tanta violenza repressa, tanta incomprensione. Ma non pazzia.

Sentirsi stritolati dalle consuetudini capita a tutti prima o poi. Capita di piangere senza motivo. Ma il fluire delle emozioni deve restare un fenomeno privato. Se in questa parte di mondo siamo tanto infelici forse è proprio per questa ragione. Per questo voler proiettare un’immagine di sè che non corrisponde al reale. Per sentirsi dei vincenti è necessario sembrarlo. E sembrarlo prima di tutto a sè stessi.

Come per sentirsi dei buoni giornalisti. Come per sentirsi dei bravi cristiani. Come per sentirsi normali. Come per sentirsi mediocri. Perchè la mediocrità che letta da qui sembra una cosa tanto negativa, in realtà, questa mediocrità ci piace.

Ci piace da impazzire. Sguazzare nelle cose dette e non dette. Ci piace da impazzire riconoscere e farci riconoscere. Ci piace tanto di sentirci normali.

E fa niente se di normale ci è rimasto solo il nostro abito impolverato. Se un’emozione, un colore, un profumo spalancano le saracinesche delle nostre lacrime. Fuori le palle. Ci hanno raccontato che un uomo è tale solo davanti alle proprie responsabilità. Non c’è da stupirsi se la droga in Italia ha una diffusione spaventosa, se l’alcool spopola tra i giovanissimi e se nella mia scuola elementare avevano trovato bimbi di quinta con delle bustine di roba bianca. Stavano vicino alla macchina del caffè. Ma non era zucchero.

ame beauty

Il rosso è il colore di cui si colorano le labbra femminili durante l’amplesso. Il rosso è il colore del sangue.

Eros e Thanatos. Uniti da pensieri irrazionali, da eventi e da colori. La serenità ha tutt’altro colore. Io la vedo verde scuro. Un prato semplice all’ombra di un albero. Tra i denti una spiga d’erba. Gli scarponi slacciati ma pronti a riprendere il cammino. Un bastone appoggiato al fusto dell’albero. Il fiato che ritorna nel silenzio del Trentino Alto Adige. L’unico suono è quello lontano dei campanacci delle vacche al pascolo. Sono lontano da casa. Sono solo. Ma qui non ho paura.

D.



Spesso il male di vivere ho incontrato

18 12 2007

Citare Montale è facile e ti risolve tanti problemi. Perchè quell’inquietudine, quel senso violento di inadeguatezza vive benissimo nelle sue parole. Come nell’animo umano. Trovare l’epifania (al proposito, auguri a tutti visto che siamo quasi vicini alla fine di un altr’anno) per Montale significava osservare il manifestarsi di Dio. Sentire il nodo alla gola sciogliersi, sentire le parole rimanere ferme, senza mutare sempre, almeno una volta ogni tanto.

Melancony

E, per citare De Andrè che campeggia in alto, nel banner di benvenuto di questo sito…anche lui si chiedeva se ci fosse un modo di vivere senza dolore. Deve pur esserci, diceva. E intanto soffriva nel chiederselo. E allora ecco che viene alla mente Proust che finisce per cercare il tempo perduto mentre il tempo lo sta effettivamente perdendo. E’ pazzia. Una pazzia splendida, di uomini che non voglion rassegnarsi a non mangiare il frutto proibito.

melancony2Per avere levità, quella levità che ti risolve una vita, bisogna essere degli idioti, probabilmente. Probabilmente idioti e possibilmente innamorati. E di parlare d’amore col culo per terra al freddo e col bicchiere sporco di vino sarà un piacere del tutto mio, prima di genuflettermi nell’ora dell’addio (ancora De Andrè).

Tra le tante cose che rimpiangono gli uomini, viene spesso ricordata quella di “voler essere qualcun altro”. Declinata nei modi più diversi. Da “l’erba del vicino è sempre la più verde” (o la più buona), a “io vorrei esser come te, biondo, alto, buono e sincero, raffinato e positivo”.

E il rimpianto, quella sensazione di impotenza, per una lenza che non si riesce più a trattenere, perchè le Parche l’han già tessuta…quella sensazione dicevo così umana e ridicola da essere funzionale alla felicità.

E’ come cadere. Chi striscia non cade. Chi si fa le strisce cade proprio in basso, invece.

Cretinaggini.

asola

Pensa al tuo tempo. Pensalo qui. Pensalo ora. Che lui ti ha già preso in giro. Che lui ricorda con scientifica verità che la tua dose di felicità l’hai già avuta. Che lui fa di tutto per te, se riesci a instaurarci un buon rapporto. Che lui è tuo amico, se ci pensi. Che morte non regnerà.



Il frutto di una grande esperienza

14 11 2007

paolo caporali suona fra i bambini del cameroun

E’ finalmente pronto il primo video degli Ebene Ivoire, la formazione corale della Maison des  Jeunes di Garoua, Cameroun. Il gruppo è nato durante l’anno di servizio civile volontario di Paolo Caporali (noto anche come JJ Escalante) e “Ide mada Odo Sakli Am” è uno dei pezzi originali della band.
Il video è stato girato alla Maison des Jeunes e de la culture in una giornata, e montato tra Yaounde (Cameorun) e Milano.
La canzone è in foufulde e inglese.
Il video e’ disponibile su Youtube, all’indirizzo www.youtube.com/watch?v=_k_R7ZkOSKw
e sul blog di paolo, jjescalante.blogspot.com,
dove si possono trovare testo con traduzione e versione Mp3 della canzone.
jjescalante.blogspot.com/2007/07/idem.html



Tra il Serio e l’Orio (in sostituzione del Faceto)

23 10 2007

Guardarti, squadrarti, natura, così a soqquadro in questa nostra abbuffata difficile da digerire è proprio come guardare un vecchio commuoversi per i vecchi ricordi. Sognare il mondo com’era fino a 200 anni fa è un lusso che solo qualche postmoderno nostalgico può permettersi. Patetico pensare poi che a rimpiangere il mondo rustico e carico di pollini sia chi fisicamente non è all’altezza di sopravvivere in tale concerto di muffe, semi e odori e cortecce e gelidi canali. Bene, si fa e basta. Si rimpiange un universo magari più difficile da vivere, magari meno ospitale. Magari un luogo dove si starnuterebbe quel centinaio di volte in più. Tant’è. A qualcuno (oltre a me) sarà capitato di guidare nel traffico di una città, di una periferia, di una tangenziale, di un’autostrada e di accorgersi della bruttezza dell’ambiente che ti guarda. Anche chi pianifica gli spazi verdi parte dal presupposto che le cose più belle, (che vogliamo per forza far coincidere con quelle più utili) siano quelle inserite nel piano urbano del traffico, come aiuole, metri quadrati di parchi pubblici e posti riservati agli stronzi di cane. Però non alziamo oltre lo sguardo. Quando ci immergiamo finalmente dopo settimane di stress nei nostri agognati corridoi verdi, dopo essere giunti su piste ciclabili, o strade sterrate, mi raccomando, non avanziamo troppe pretese. Sarebbe cosa pericolosa. Insomma, fa niente se giri l’angolo e scopri che dietro al parco c’è lo svincolo della tangenziale. Poco importa se la roggia apparentemente pulita è più inquinata del Lambro. A mio modesto avviso siamo davanti ad uno dei più grandi paradossi della nostra epoca. Siamo diventati ricchissimi. La società più opulenta ed economicamente florida che la storia ricordi. Eppure nessuno, ripeto NESSUNO ha più il privilegio di perdersi in un bosco. Nessuno ha più modo né tempo né interesse a farsi stordire per un giorno intero dallo sciabordio di un torrentello. Siamo tanto abituati ad una miriade di stimoli sensibili (musica, tv, impegni lavorativi, cpu) che ciò che è semplice ci appare superfluo. Dunque, leggere di persone che parlano di odore di bosco, di pesci color di nulla, di zenzero ,cannella, e non di odor di nutella, odor di sciroppo, odor di big bubble, è un piacere intatto. Un piacere che urla vendetta. Vendichiamoci. Torniamo a leggere. Torniamo a Calvino. Torniamo alla resistenza fatta dai bambini tra la macchia ligure. Torniamo a Pin, al commissario Kim, a Cugino, agli altri personaggi del Sentiero dei Nidi di Ragno. La spiritualità della natura è qualcosa di così potente e imperscrutabile, che se veramente esistesse un Giano, un dio pagano, insomma, si incazzerebbe mortalmente coi nostri urbanisti. Li andrebbe a prendere nottetempo, costringendoli a progettare rotonde senza aiuole e aiuole senza fiori sino alla notte dei tempi. Speranza vana la mia, dacché si sa che per tener lontano Giano (o chi per lui) è sufficiente che vi siano una città con più di un milione di abitanti e ottocento mila auto (quasi una per abitante). Poi basta insaporire il tutto con un po’ di polveri sottili e il gioco è fatto. Niente più eresie pagane. Al limite solo qualche polverosa sacrestia. Dunque, si preannunciano tempi duri per il paganesimo, per la new age, il naturismo e circa il 50% degli ecosistemi del mondo. Nella prossima puntata le cattive notizie.