30
01
2008
Articolo di Vistidalontano
E’ stato sufficiente che arrivasse attraverso Corriere.it la notizia che il settimanale culturale statunitense New Yorker dedicherà un servizio di sette pagine, nel numero in edicola domani, a Beppe Grillo per scatenare la blogosfera.
“New Yorker tifa Grillo” scrive Luca Debiase mentre Blogosfere Politica e Società sottolinea uno dei passaggi conosciuti del servizio: “Beppe Grillo come Michael Moore“. “Da morire dal ridere” commenta La Conoscenza Rende Liberi.
Il fatto è che basta un lancio d’agenzia su Beppe Grillo per scatenare reazioni diametralmente opposte: non è possibile per ora leggere integralmente l’articolo del New Yorker dal titolo “L’inferno di Beppe” che non sarà disponibile sul sito della rivista dove si trova solo un abstract.
Dagli stralci ripresi dalle testate italiane si possono trovare alcuni passaggi. “Grillo ha galvanizzato gli italiani parlando della corruzione con irriverenza ed humour e con il fatto stesso di parlarne. La stampa tradizionale italiana è controllata, o posseduta, dai partiti politici e dalle compagnie, le cui malefatte tendono ad essere ignorate o sminuite dalla Tv e dai giornali” scrive Tom Mueller e parla del blog di Grillo come il luogo dove ”non soltanto denuncia le ingiustizie dei politici ma gestisce una specie di governo parallelo completo con un gabinetto di consiglieri volontari, che comprendono l’architetto Renzo Piano e il commediografo Dario Fo“.
Alla santificazione del comico genovese contribuisce, infine, la notizia secondo la quale quando in dicembre il Dalai Lama si è recato in visita in Italia dopo che “il Papa e il premier Prodi avevano rifiutato di incontrarlo, si era invece incontrato con Grillo“.
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29
01
2008
Saresti stato capace di fare meglio di Prodi?
Dimostralo!
(da Tuttoscemo.com)
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29
01
2008
Capisci quando ricomincia la campagna elettorale dal livello di abbronzatura di Pier Ferdinando Casini. Ha già superato Barak Obama…

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27
01
2008
Nel delirio di commenti che hanno accompagnato e seguito la caduta del governo è stata ignorata una notiziola che, invece, il canale satellitare Euronews ha messo sullo stesso piano dei fatti italiani:”Un’indagine per finanziamenti politici illeciti porta alle dimissioni di un ministro britannico: Il giovane governo di Gordon Brown costretto a incassare la prima defezione.”
A dimettersi è stato il ministro del lavoro britannico Peter Hain pochi minuti dopo (avete letto bene, pochi minuti dopo) l’annuncio che la polizia lo sta indagando per violazione della legge sul finanziamento dei partiti. Hain non avrebbe dichiarato circa 140.000 euro di contributi ricevuti per la sua campagna interna al partito laburista.” (Sic!) Da quanto sopra si evince con estrema chiarezza per quale motivo noi Italiani siamo estremamente furbi ed intelligenti e gli Inglesi una massa di poveri stupidi. W l’Italia.
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20
01
2008
Su diversi siti da me gestiti ho inserito per qualche mese gli annunci di google Adsense.
I miei ricavi erano decisamente bassi: in tre mesi non avevo raggiunto nemmeno 10 dollari.
La mia collaborazione con google nei mesi in cui ho utilizzato adsense è sempre stata onesta. In una sola occasione ho effettuato un click su un annuncio in quanto mi interessava l’argomento sponsorizzato, ma poi, colto da rimorso, ho voluto controllare il resoconto del giorno dal pannello di controllo di adsense e con mio grande sollievo ho potuto constatare che il click in questione era stato conteggiato ma non retribuito.
Un giorno, tuttavia, ho ricevuto una mail dal Team Google Adsense il cui contenuto posto qui:
Abbiamo riscontrato che sono stati generati clic e/o impressioni non
validi sugli annunci Google pubblicati nei suoi siti. Pertanto, abbiamo
disattivato il suo account AdSense di Google. La preghiamo di
comprendere che questa decisione si è resa necessaria per proteggere
gli interessi degli inserzionisti AdWords.
Come probabilmente sa, sugli annunci dei siti dei publisher non sono
ammessi clic o impressioni non validi tra i quali, a solo titolo
esemplificativo, impressioni e/o clic generati da:
- publisher sulle pagine del proprio sito web
- publisher che incoraggiano altri utenti a fare clic sui propri annunci
- programmi di navigazione automatica, programmi per la generazione
automatica di clic o altro software ingannevole
- publisher che alterano porzioni del codice degli annunci o modificano
layout, comportamento, targeting o pubblicazione degli annunci per
qualsiasi motivo.
Queste ed altre attività che violano i Termini e condizioni di AdSense
di Google e il regolamento del programma ci hanno o indotto a
disattivare il suo account.
In poche parole il team di Adsense mi accusa di avere imbrogliato, cancella TUTTI gli account a me intestati e ovviamente azzera il mio guadagno. Tutto ciò senza addurre uno straccio di prova nè dare possibilità di appellarsi.
Tutto ciò che consentono al reo è di compilare un modulo per esporre loro la propria difesa.
In teoria il team dovrebbe rispondere entro 24 ore, ma l’unica cosa che hanno fatto in 72 ore è stato disattivare tutti gli account adsense a me intestati.
Controllando su internet ho constatato che a me è andata addirittura bene:
sono centinaia le persone che si ritrovano cancellati account e guadagni dall’oggi al domani, ma, a differenza del mio caso, spesso i loro guadagni andati in fumo erano di centinaia di euro. Inoltre nessuno è stato riabilitato dopo aver compilato il “modulo d’appello”.
Google sostiene che i guadagni azzerati vengano restituiti agli inserzionisti Adwords, ma ovviamente tutto ciò non è verificabile.
Il sospetto è legittimo in questi casi.
Un consiglio a chi vuole provare adsense?
Moltissime persone lo trovano redditizio e onesto: provatelo ma non fateci troppo affidamento e soprattutto appena ottenete i fatidici 100 $ minimi per richiedere il saldo, fatevi pagare subito prima che venga loro il sospetto che abbiate imbrogliato.
p.s. in questi giorni, a riguardo, si stanno mobilitando alcuni ex utenti di adsense che tentano di sfruttare la nuova legge della Class Action
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