Ennesima figura barbina dell’Italia di fronte al mondo
2 12 2007
La vignetta non è nuova, risale infatti a due anni fa ma il tema è tornato prepotentemente sulle prime pagine in questi giorni dopo la pubblicazione da parte di Repubblica delle intercettazioni che evidenziano come vi fosse una rete di relazioni tra Rai e Mediaset volta ad orientare i contenuti dei telegiornali e dei programmi di informazione in favore di Silvio Berlusconi.
Nei giorni scorsi Enzo Mauro concludeva un editoriale su Repubblica ricordando come “la stessa mano che domani proporra’ le larghe intese, e’ quella che ha predisposto il telecomando con un tasto unico. E truccato“. E sul tasto truccato si soffermano le reazioni alla vicenda da parte della stampa estera.
Le Monde titola oggi “Berlusconi al centro di uno scandalo politico mediatico” ed osserva “coloro che hanno inventato il neologismo Raiset per descrivere ciò che accadeva in Italia quando il Cavaliere era anche capo del Governo non avevano torto. Parlando di Raiset si intendeva che la RAI si mostrava particolarmente compiacente nei confronti del Cavaliere che, alla testa del governo italiano, controllava finanziariamente e politicamente le tre reti pubbliche italiane“
Il quotidiano svizzero Le Temps titola “Berlusconi accusato di avere trasformato la Rai in una succursale delle sue TV“: “la fiction ha definitivamente avuto la meglio sul piccolo schermo italiano. Quella dell’indipendenza della televisione pubblica quando Berlusconi è stato al potere dal 2001 al 2006” mentre il Nouvel Observateur (”Scandalo per l’infiltrazione in RAI di seguaci di Berlusconi“) osserva come “le rivelazioni della stampa italiana chiariscono che l’ex presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi ha manipolato la televisione pubblica quando era al potere“.
Roy Greenslade nel suo blog nella versione online del quotidiano inglese The Guardian titola “Così Berlusconi controllava le trasmissioni televisive” ma ricorda come da sempre “la Rai sia al centro del sistema italiano di lottizzazioni. I vari governi hanno sempre affidato i posti di responsabilità a leali protetti. I membri del Consiglio di Amministazione, nominati dal Parlamento e dal Governo, sono scelti in base alla loro affiliazione politica“.
Tratto da http://vistidalontano.blogosfere.it
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